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Machete

Alcuni oggetti portano in sé una storia ben più grande e ampia di quella immaginata nel momento della loro invenzione. 

Ne è un esempio lampante uno strumento antico quanto l’umanità e che, pur nascendo come utensile utile per farsi strada nel fitto delle foreste e nel lavoro in campagna, ha conosciuto un utilizzo assolutamente diverso, soprattutto nell’ultimo secolo e mezzo, fino a diventare l’arma d’elezione di guerre e rivolte, combattute in scenari “secondari” della grande narrazione storica: il machete

Non si tratta di un’analisi tecnica e militare dell’uso e dell’evoluzione di questo strumento/arma lungo i secoli: il machete, infatti, sarà piuttosto il punto di partenza per raccontare queste vicende spesso marginali rispetto al percorso “scolastico” della Storia, vicende che hanno avuto come teatro paesi “esotici”, dal Sudest asiatico all’America centrale, passando, ovviamente, per l’Africa. Rivolte, guerriglie, tafferugli, talvolta veri e propri bagni di sangue, in cui quest’arma, così rudimentale, così apparentemente semplice nella sua definizione, è stata utilizzata a turno da rivoluzionari, indipendentisti, contadini in cerca di rivalsa, formazioni militari o paramilitari, criminali, ritagliandosi un ruolo in un certo senso determinante al fine stesso della narrazione di queste vicende.

Un’arma “di massa”, diventata per molti un simbolo potente; un'icona di momenti drammatici, come il famigerato genocidio ruandese. Emblema di rivoluzionari e organizzazioni paramilitari, come i Los Macheteros portoricani. Simbolo anche cinematografico, come ricorda uno dei successi del regista messicano Robert Rodriguez, Machete, appunto.

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