Cronache d'una sera d'alta quota

Scusate il ritardo... ci sono voluti due giorni per scrivere le righe che seguono e il motivo è uno solo: c'è ancora tanta emozione. Già, emozione, autentica parola d'ordine della serata dello scorso sabato e, più in generale, degli ultimi giorni passati a far la spola tra il caldo di fondovalle e il fresco (freddo?) di montagna.

 

La scorsa settimana abbiamo conosciuto l'abbraccio di Prato del Rio, ultima borgata di Condove sulla strada che porta al Collombardo, un abbraccio che ci ha regalato la consapevolezza d'aver fatto qualcosa di unico per tanti motivi, innanzitutto per la situazione che si è venuta a creare. Per una notte, la montagna condovese si è ripopolata, e l'ha fatto per la nostra Radio Libertà. Per questo, non nascondiamo che le gambe, prima e durante lo spettacolo, tremavano, e non (solo) per il freddo. Tremavano perché una platea così gremita non ce l'aspettavamo, anche se la speravamo profondamente. Tremavano perché le parole che la nostra madrina, possiamo chiamarla così ormai, la Partigiana Fasulin, al secolo Enrica Morbello Core, ha voluto dedicarci per introdurre la serata, sono di quelle che regalano groppo in gola e brividi alla schiena:

 

Fasulin, fisicamente non è con voi, ma con lo spirito non può mancare di esserlo, come lo sono i giovani che in questi monti hanno lottato; ne siete circondati, sono belli e come voi hanno amato la libertà. Se socchiudo gli occhi li rivedo tutti, su una nuvola... Sì, vi stanno guardando!

 

Insomma, nessuna pressione! Il resto, poi, è cronaca... qualcosa che, speriamo, rimarrà in chi c'era così come resterà sempre nei nostri cuori.

 

Che dire quindi ancora, se non grazie? Grazie, innanzitutto, a tutti coloro che sono saliti fino a Prato del Rio, a respirare una serata diversa dal solito, a partecipare a questa nostra folle avventura.

 

Grazie a chi, negli ultimi giorni e per tutta la giornata di sabato, ha reso possibile questa follia e ha realizzato con noi questa festa, perché di festa si è trattato.

 

Grazie al Comune di Condove, alla Pro Loco che ha inserito l'evento nel calendario di "Estate in montagna" e, ovviamente, all'A.N.P.I. sez. Condove/Caprie/Borgone.

 

Un ringraziamento speciale va a tutto lo staff del Museo Valsusino della Resistenza, a quelle persone che fin dall'inizio del viaggio sono al nostro fianco, senza le quali questo nostro viaggio non esisterebbe. 

 

Poi, vogliamo davvero ringraziare Luigi Cantore, che ci ha voluto accogliere nello staff del film Profumo di resina, dando così inizio a una bellissima collaborazione e amicizia e che sabato, da regista e cameraman insieme, ha realizzato tutte le riprese dello spettacolo.

 

Infine, last but not least, grazie alle "cattive compagnie" (e loro sanno perché), ovvero i fratelli Midellino, che ogni volta sono al nostro fianco, a sorreggere le nostre iniziative.

A Piero, grazie per le fotografie che presto pubblicheremo (e che, ci teniamo a ricordare, sono state scattate tutte senza flash, su ordine del regista Cantore).

A Luciano... be', è difficile ringraziare Luciano per qualcosa in particolare. Semplicemente senza di lui tutto questo non ci sarebbe. Non ci sarebbe lo spettacolo, non ci sarebbe Radio Libertà. Lui è una di quella persone che, nella vita, vale la pena conoscere. Sicuramente, se quel pomeriggio di tre anni e mezzo fa non fosse venuto a bussare alla nostra porta saremmo tutti un po' più poveri. 

 

Ora, avanti verso la prossima avventura. Sarà un'estate ricca: voi continuate a seguirci!

 

 

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